Pensavo da cominciare dall'inizio, ovvero da dove la mia ricerca e riflessione è cominciata. Invece partirò dalla fine, un po' casualmente come casuale è spesso l'esperienza in rete, ovvero da un
articolo che mi è capitato di leggere ieri mattina. Parla di democrazia partecipativa ed esprime secondo me alcune idee che meriterebbero sviluppo. Leggendolo mi ero fatta l'idea che chi lo scrisse nel 2004 fosse un attivista del software libero o qualcosa del genere. Invece scopro che è (anche) il capogruppo dei Verdi nel Consiglio Comunale di Forlì. E che ha anche un
blog interessante.
Ecco alcuni stralci:
"Spostando la responsabilità di governo dai cittadini ad una élite di rappresentanti, si crea un'apatia politica che porta al completo disinteresse della gente alle questioni che li riguardano direttamente. Fatto salvo qualche caso sporadico, il cittadino viene coinvolto solo per le elezioni, momento in cui i candidati di questa élite cercano consensi nelle maniere più insensate possibili. Promettendo progetti irrealizzabili, facendo bassa demagogia, dicendo frasi brevi e senza senso, che vengano trasportate da bocca in bocca, come un assurdo gioco del telefono, per raccogliere voti. [...] Ma si può considerare una croce su un foglio, basata su considerazioni da slogan, una partecipazione politica? [...] Serve un modo per aprire canali di partecipazione politica, dove i pareri dei cittadini che si interessano su alcuni temi possano esprimere le loro proposte e le loro opinioni, ed i politici di professione esercitino realmente una rappresentatività che non si limiti al voto. Una politica nuova, partecipativa, è possibile."
Poi, carica di femminea curiosità, vado a vedere il suo profilo personale: anno di nascita 1980. Come immaginavo: io non ancora visto il blog di un politico che abbia non dico fatto, ma almeno visto l'ultima guerra...