Le elezioni europee si avvicinano. Nell'attesa, può essere interessante farsi un'idea di quale sia stato l'impegno degli europarlamentari fino ad oggi.
Un'occhiata al sito della Guardia Nazionale Italiana merita senz'altro.
Un aiuto concreto ai democratici afflitti dalla sindrome del PD moscio... e Dio sa se ce ne sono...
[...] I POLITICI - Decine di membri del Congresso hanno tirato fuori i BlackBerry per «twittare» martedì durante il discorso di Barack Obama. I twitterati sono un’ottantina: una ventina di senatori e oltre 60 deputati. Le star sono la McCaskill e Arnold Schwarzenegger (@schwarzenegger), il governatore della California. La rivista Time li ha inseriti nella Top 10 delle celebrità twittanti. Lui scrive spesso di come limitare l’inquinamento. Lei ama twittare sulla sua vita privata. I repubblicani twitterati sono più dei democratici: tra loro, c’è John McCain (@SenJohnMcCain: ma con approccio non entusiasmante, annuncia gli impegni e ogni tanto fa complimenti o auguri agli amici). Tra i democratici twitta la speaker della Camera, Nancy Pelosi (@NancyPelosi: ma è come leggere il programma degli eventi del Congresso). E’ un passo verso una nuova era di trasparenza? Oppure i politici dovrebbero pensare a rimettere in sesto il Paese anziché twittare? Ma soprattutto, chi legge i loro post? Alle 9:40 di martedì sera, quando twittavano sul discorso di Obama, secondo il Washington Post, c’era un solo fan della McCaskill collegato. Ma 8.216 seguivano il supertecnologico repubblicano del Texas John Culberson (ha girato e messo in rete anche un video prima del discorso). [...]
Walter Veltroni dopo sedici mesi di reggenza lascia la guida del PD. Non ce l’ha fatta, confessa con le lacrime agli occhi, a fare il Partito Democratico che sognava.
E il partito che sognavano i militanti?
Chi si aspettava che fare il “governo ombra” non significasse stare all’ombra del governo, bensì marcare stretto ogni ministro, in modo da poter fare un’opposizione efficace, è rimasto forse un po’ deluso.
In questi mesi i sondaggi sul gradimento del Popolo della Libertà ed il suo leader si sono sprecati, non altrettanto frequenti sono stati invece quelli relativi al gradimento dell’opposizione.
Una panoramica “fai da te” la si può ricavare andando a spulciare un po’ Facebook - data la popolarità conquistata ultimamente in Italia dal celebre social network.
Questa iniziativa, di cui sono ancora nebulosi sia gli autori che i contorni mi sembra un atto di arretratezza culturale e di prepotenza politica”. Così il professore Stefano Rodotà commenta la notizia rivelata dall’associazione “Altroconsumo” di una Proposta di legge che, combattendo la pirateria digitale, spingerebbe di fatto verso una censura del web. “Nel momento in cui si parla di Obama come il presidente eletto da internet e si sottolinea l'importanza determinante che ha avuto il web per la sua campagna elettorale e per la creazione di una nuova rete di relazioni politiche e sociali in Italia non siamo capaci di andare oltre la vecchia logica della censura… E poi c’è un lampante conflitto di interessi da parte del premier…”
Di Obama e del suo rapporto privilegiato con il web si è detto davvero tanto. Segnalo questo dossier di materiali relativi all'argomento prodotto dall'Osservatorio Comunicazione Politica dell'Università degli studi di Torino, della cui esistenza apprendo con piacere proprio in questa occasione.
Mi riscuoto un attimo dal coma per segnalare questo interessante commento di Usabilità sul debutto, martedì scorso, di YouDem.tv, la web tv del partito democratico:La registrazione è veloce e, in seguito, la fase di caricamento dei video semplice e molto immediata. Manca invece la possibilità di segnalare "abusi" sui video che si guardano (un video ritenuto offensivo, plagiato o qualunque altra cosa non può essere segnalato alla redazione).
Da quello che appare sembra che ci sia una redazione che analizza e approva ogni contenuto... e questo non mi piace molto anche se capisco che un filtro, quando si parla di contenuti politici, si debba applicare.
24 ore di attesa, come trovo scritto, però mi sembrano francamente esagerate... se si vuole considerare il sito come una piattaforma di condivisione video tra simpatizzanti e militanti del PD è davvero troppo.
Se invece il sito è un repository - che brutta parola... mi è scappata - che serve a raccogliere contributi video per il palinsesto della TV allora l'attesa ci può stare.
Mi piacerebbe vedere sinergie con Youtube o Dailymotion perché il concetto di tenere questi contributi creativi solo nel proprio orticello mi sembra limitativo. Vedremo se il PD avrà il coraggio di aprirsi anche verso altre piattaforme.
Non mi è piaciuta invece per niente la frase del footer: Tutti i diritti riservati | I diritti su tutti i materiali pubblicati sono protetti. Mi sarei aspettato una licenza di tipo Creative Commons...
Condivido e sottolineo il mio stupore per il copyright, come anche per la scelta di usare asp (non nuova per il PD), invece di qualche altro linguaggio un po' più open. Sembra che con la cultura dell'open source i democratici non vogliano avere troppo da spartire...
Però Agostino, che si occupa della parte web di youdem, che tempestivamente commenta il post di Usabilità, assicura che stanno vagliando quale sia la licenza CC più adatta da utilizzare sul sito (è così complicato?).
Allora, se intanto Creative Commons sarà, perchè scrivere "© 2008 | Tutti i diritti riservati | I diritti su tutti i materiali pubblicati sono protetti"? È così antipatico... e poi va da sè, se non si scelgono altri tipi ti tutela, anche se non lo si dichara.